Report ActionAid | Il lavoro non cancella gli stereotipi: i contesti professionali devono diventare spazi di prevenzione

In Italia l’occupazione viene spesso celebrata come il principale strumento di emancipazione, specialmente per le donne, ma i dati recenti dipingono una realtà decisamente più complessa e per certi versi allarmante. Secondo il report “Perché non accada. La prevenzione primaria come politica di cambiamento strutturale” diffuso da ActionAid, avere un impiego non basta da solo a cancellare le profonde diseguaglianze di genere e le radicate dinamiche di potere che continuano a manifestarsi quotidianamente anche all’interno dei contesti aziendali e professionali.
Dall’indagine emerge un quadro che invita a una seria riflessione: proprio tra le persone occupate risulta maggiormente diffusa la giustificazione della violenza maschile contro le donne, in tutte le sue declinazioni. I numeri parlano chiaro e mostrano come il ventidue per cento del campione intervistato legittimi la violenza verbale, con picchi significativi e preoccupanti tra gli uomini che lavorano, i quali raggiungono il trentadue per cento a fronte di un diciotto per cento registrato tra i non occupati. Questa inquietante tendenza si conferma anche per quanto riguarda la violenza fisica e, in misura ancora maggiore, per quella economica, che risulta in assoluto la forma di sopruso più tollerata.
I luoghi di lavoro si rivelano dunque non solo come potenziali teatri in cui le discriminazioni possono palesarsi, ma come veri e propri contesti sociali in cui si riproducono e si rafforzano pericolosi stereotipi che finiscono per legittimare la violenza stessa. Di fronte a questa evidenza, come ha giustamente sottolineato Rossella Silvestre di ActionAid, diventa fondamentale e urgente riconoscere il mondo dell’occupazione come un ambito cruciale per la prevenzione primaria. Poiché una parte considerevole della nostra vita si svolge all’interno delle dinamiche lavorative, è esattamente da questi spazi che deve innescarsi un profondo e inarrestabile cambiamento culturale.
A gravare ulteriormente sulla reale emancipazione femminile contribuisce inoltre il fatto che il lavoro retribuito non si accompagna quasi mai a un equo riequilibrio dei carichi di cura. Quasi il settantatré per cento delle lavoratrici, infatti, continua a farsi carico in via principale delle incombenze domestiche e familiari, contro appena il quarantasei per cento degli uomini. Senza interventi strutturali mirati a scardinare queste dinamiche radicate, le diseguaglianze continueranno a prosperare, limitando la vera libertà delle donne. È possibile scaricare e consultare integralmente il report “Perché non accada – Il lavoro” per approfondire i dati di questa importante ricerca. Consulta l’indagine, clicca qui.
Fonte: https://www.actionaid.it/lavoro-e-violenza-di-genere/


