Italia festeggia 1 anno dalla ratifica in Parlamento della Convenzione contro molestie e violenze nei luoghi di lavoro

Oggi 15 gennaio l’Italia festeggia 1 anno dalla ratifica in Parlamento della Convenzione contro molestie e violenze nei luoghi di lavoro.

Il primo osservatorio digitale europeo www.6libera.org festeggia con questo video emozionante del regista colombiano
Juan Diego Puerta López.

Di 6libera dice “Dono molto attento a tematiche sociale, umanamente ho la necessità di non restare in silenzio, per questo la mia battaglia la faccio attraverso il mio instrumento che è l’arte.”

Juan Diego Pietra Lopez nel 2014 riceve il “Premio Internazionale Anna Magnani” come miglior regista teatrale anno 2014 durante la 71° Mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia.Nel 2015 viene scelto tra i 100 colombiani che si sono distinti per eccellenza nel mondo e che hanno ottenuto grande notorietà per il suo lavoro a livello internazionale. Nel 2018 gli viene assegnato per il teatro il “Premio Fiuggi per lo Spettacolo-Europa alle Fonti 2018” premio dedicato al teatro, al cinema, alla musica, alla scenografia e alla danza.

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Legge di Bilancio 2022: l’attenzione alla formazione sulla violenza di genere

Con la legge di bilancio 2022 (clicca qui), all’articolo 38, comma 2, lettera c, si pone particolare attenzione alla formazione del personale della scuola in riferimento al tema della violenza e della discriminazione di genere. Tali questioni dovranno essere promosse al fine di sensibilizzare anche gli studenti su questi argomenti, per giungere a una prevenzione della violenza nei confronti delle donne che sia prima di tutto un’azione culturale.

L’ex presidentessa della Camera Laura Boldrini si è pronunciata in riferimento alla scuola, richiedendo a gran voce: via il sessismo dai libri di testo.

“Nei libri di scuola, quando si parla di uomini si usano sempre aggettivi molto molto soddisfacenti, molto altisonanti, sono degli eroi, sono dei pittori, sono degli dei, dei vincitori, dei cavalieri; e invece quando si parla di ragazze, cambiano anche gli aggettivi. Agli uomini sono riservati aggettivi straordinari, aggettivi eccellenti e superbi; quando alle donne sono riservati aggettivi che ne riducono le qualità. Magari le donne sono gentili, sono servizievoli, sono pettegole, obbedienti. Allora se noi riserviamo questa differenza di rappresentazione tra gli uomini e le donne nei libri scolastici, gli orizzonti delle nostre figlie chiaramente si riducono. Se tutto quanto nella nostra società è mirato a ridurre l’autostima delle donne, l’orizzonte femminile si riduce. Siamo di fronte di nuovo a una discriminazione, è un atteggiamento sessista che non può essere tollerato nel 2021, quindi io dico agli autori dei libri e anche alle autrici, agli editori e alle editrici, di essere parte del cambiamento, essere parte dello sviluppo sociale di questo Paese, non rimanere allo stereotipo degli anni ’50 o ’60, perché la società è andata oltre”.

Tra gli obiettivi presenti nel piano, si pone attenzione non solo alle scuole, ma anche alla sensibilizzazione degli operatori dei settori dei media per la realizzazione di una comunicazione e informazione rispettosa della rappresentazione di genere e, in particolare, della figura femminile, anche attraverso l’adozione di codici di autoregolamentazione da parte degli stessi operatori. Si è posta sempre molta attenzione al riguardo, ma si è ritenuto ancora più importante ribadirlo a seguito delle dichiarazioni della conduttrice Barbara Palombelli, che commentando nel suo programma un ennesimo caso di femminicidio, ha dichiarato: “È lecito domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, completamente obnubilati, oppure c’è stato anche un comportamento esasperante, esagerato, anche dall’altra parte? È una domanda che dobbiamo farci…”. 

Riprendendo le parole dell’ex presidentessa della Camera Laura Boldrini, il pensiero della società mirato a ridurre l’autostima delle donne non può essere tollerato XXI secolo.

Il Governo da più valore alle donne: 400 milioni di euro a sostegno dell’imprenditoria femminile dal PNRR

Il 14 dicembre 2021 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale 30 settembre 2021 che disciplina le modalità di intervento del Fondo a sostegno dell’impresa femminile (clicca qui) al fine di promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile, la diffusione dei valori dell’imprenditorialità e del lavoro tra la popolazione femminile, e di massimizzare il contributo quantitativo e qualitativo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Inizialmente sono stati stanziati 40 milioni di euro, destinati alle imprese femminili di qualsiasi dimensione, con sede nel territorio italiano, già esistenti o nuove attraverso la concessione di agevolazioni per la nascita e lo sviluppo oppure lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili.

Per il ministro dello Sviluppo Economico non è abbastanza. Infatti il ministro Giorgetti prevede 400 milioni di euro a sostegno dell’imprenditoria femminile tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Si tratta di un intervento fortemente voluto dal Mise che punta a rendere strutturali le agevolazioni per favorire la partecipazione delle donne nel mondo delle imprese, rafforzando gli attuali incentivi a supporto dell’imprenditoria femminile.

Il ministro Giorgetti si dichiara orgoglioso di questo importante intervento, aggiungendo che “le risorse stanziate, tra i vari provvedimenti e compreso il PNRR, sono imponenti e diretti a incidere in maniera sostanziale. Sono previsti incentivi e sostegni a vari settori per rispondere a esigenze diverse. Obiettivo è valorizzare il genio, l’intraprendenza e la tenacia delle donne nel mondo dell’industria nelle sue diverse espressioni ed è quello che vogliamo ottenere con quest’insieme di misure studiate ad hoc per tanti ambiti. È un provvedimento molto atteso che sosteniamo con forza e convinzione: lo faremo attivando tutti gli strumenti necessari, anche attraverso una campagna di comunicazione di dimensioni rilevanti. L’intento è raggiungere il maggiore numero di realtà possibili”

Va precisato inoltre che il 40% di tale sostegno è previsto per il finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

È infine in corso di definizione il “Comitato Impresa donna” che si insedierà al Mise e sarà composto anche da 5 donne imprenditrici e manager che parteciperanno attivamente alle operazioni di monitoraggio sulle misure adottate.

Con questo stanziamento, e tramite al Comitato Impresa donna, emergeranno nuove imprese che porteranno un’ulteriore partecipazione al mondo del lavoro femminile. Il Comitato, inoltre, proporrà soluzioni a eventuali problematiche che dovessero emergere sul tema della presenza femminile a livello imprenditoriale ed economico.

100 + 6Libera

Nonna Vittoria Congestri ha 106 anni e le idee chiarissime: “la donna deve essere trattata come una regina!”.

6Libera, l’osservatorio contro le molestie e violenze nei luoghi di lavoro, si unisce all’appello di mamma e nonna Vittoria e vi augura per le festività e per il nuovo anno il suo coraggio e la sua libertà.

Segnalaci abusi, violenze e molestie per aiutarci a renderti libera!

Giovanna Spatari premiata alla settima edizione del "Premio 100 Eccellenze italiane"

La prof.ssa Giovanna Spatari premiata alla settima edizione del “Premio 100 Eccellenze italiane”

La prof.ssa Giovanna Spatari, Prorettrice al Welfare e Politiche di genere di UniMe e Presidente della Società italiana di Medicina del lavoro nonché una delle “voci contro la violenza” per 6Libera, è stata premiata – in Campidoglio, presso la suggestiva Sala della Protomoteca in Roma – nell’ambito della settima edizione del “Premio 100 Eccellenze italiane”,  evento ideato e promosso dall’Associazione Liber, in collaborazione con la casa editrice Rde dell’editore Riccardo Dell’Anna e con il contributo dell’Official Partner Sanity System. La docente UniMe ha ricevuto il riconoscimento all’interno della “Sezione personaggi”. I premi vengono assegnati a personalità di grande rilievo, che hanno dato e danno lustro non solo all’immagine del nostro Paese, ma ne incarnano soprattutto la parte migliore, trainante e ispiratrice nei più diversificati settori.

Nella nostra gallery potete guardare l’intervento della prof.ssa Giovanna Spatari per 6Libera https://www.6libera.org/video-gallery/ o nel nostro canale YouTube al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=j0ro3Akf73A

Reddito di libertà per le donne vittime di violenza

L’8 novembre 2021 è stata emanata dall’INPS la circolare n.166 sul “Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza”. Via libera operativo, dunque al “reddito di libertà” per donne vittime di violenza. Una misura di straordinaria importanza che può contare su una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro, prevista per favorire percorsi di autonomia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di particolare vulnerabilità o di povertà attraverso l’indipendenza economica.

Il reddito di libertà è riconosciuto dall’Inps con un contributo nella misura massima di 400 euro mensili pro capite, in un’unica soluzione per massimo dodici mesi, entro il limite delle risorse assegnate a ciascuna Regione o Provincia autonoma.

L’obiettivo è aiutare le donne vittime di violenza “…a intraprendere un percorso concreto di riappropriazione della propria libertà e della propria autonomia, una prospettiva di salvezza e di speranza…Fa parte degli strumenti messi in campo nell’ambito del nuovo piano nazionale di contrasto alla violenza maschile contro le donne, nell’asse di promozione dell’autonomia e del protagonismo. Le donne non soltanto devono essere sostenute nella fase di denuncia ma sapere che non saranno lasciate sole e che per combattere la violenza economica mettiamo in campo anche misure di sostegno e di investimento come il reddito di libertà e il microcredito di libertà”, ha commentato la Ministra alle pari opportunità, Elena Bonetti.

I requisiti di accesso e le modalità di compilazione e presentazione della domanda sono descritte in dettaglio nella circolare 166/2021, come pure le funzionalità della procedura e le relative istruzioni operative per gli operatori.

Piano strategico nazionale contro la violenza 2021-2023

Il nuovo piano disegna, in generale, la strategia per la lotta al fenomeno della violenza e verrà poi implementato con un piano operativo. Muove le mosse dal piano triennale precedente, affinando determinati aspetti e considerando quanto non ha funzionato. Si fonda su quattro assi: la prevenzione, la protezione e il sostegno delle vittime, la punizione dei colpevoli e l’assistenza e promozione. Tra le novità, l’accento sul contrasto alla violenza economica con la previsione di alfabetizzazione finanziaria, tirocini retribuiti, e norme per favorire l’inserimento lavorativo al fine di realizzare l’obiettivo più generale dell’empowerment delle donne.

La strategia 2017-20, scaduta da circa un anno, si basava su tre pilastri fondamentali, che ricalcavano quelli previsti dalla Convenzione di Instabul ratificata dall’Italia nel 2013: la prevenzione, la protezione delle vittime, la punizione dei colpevoli, le cosiddette tre P. Il nuovo piano aggiunge come asse fondamentale l’assistenza e promozione. Agli assi tematici sono associate specifiche priorità che affrontano le sfide connesse alle condizioni di violenza maschile sulle donne, rispetto alle dimensioni più significative quali: la prevenzione, l’istruzione, la formazione, la ricerca, l’autonomia personale e abitativa, la sensibilizzazione, l’informazione, la tutela e la protezione.

Tra le aree di intervento sono state individuate: protocolli per il reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza e, in particolare, forme di collaborazione tra istituzioni, imprenditoria e centri antiviolenza; messa a punto di norme specifiche sull’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza all’interno della contrattazione collettiva; percorsi di formazione di eccellenza con la previsione di tirocini retribuiti vincolati all’inserimento lavorativo, grazie anche all’apposita formazione del personale addetto alle risorse umane, capace di intercettare tra sintomi dovuti a violenza domestica o molestie subite nei luoghi di lavoro.

Infine, tra le altre priorità segnaliamo quella di lavorare sulla cultura, aumentando la consapevolezza della pubblica opinione. E’ necessario aumentare il livello di consapevolezza nella pubblica opinione e nel sistema educativo e formativo sulle radici strutturali, sulle cause e sulle conseguenze della violenza maschile sulle donne e promuovere la destrutturazione degli stereotipi alla base della violenza. 

News tratta da ilSole24ore “Violenza sulle donne, ecco il nuovo piano strategico 2021-2023” 05/11/2021 di Simona Rossitto

Partecipa al webinar gratuito di Promimpresa per l’iniziativa di 4 Weeks 4 Inclusion patrocinata da Tim Academy!

4 Weeks 4 Inclusion” (#4W4I)- 2021, E’ una maratona di 4 settimane in cui le aziende partner si passeranno il testimone, di giorno in giorno, di evento in evento, per tenere accesa la fiaccola dell’inclusione.

Un network di oltre 200 aziende che insieme in 21 giornate, attraverso 150 eventi affronteranno le tematiche di Gender gap, Inclusione digitale, Neurodiversità e Come diventare un’azienda inclusiva,  attraverso lo scambio di buone pratiche, storie di inclusione, modelli e strumenti per valorizzare le diversità e diffondere la cultura dell’inclusione in azienda.

Nel programma degli appuntamenti di 4 Weeks 4 Inclusion, Promimpresa contribuirà con il Webinar: “Sip of Art”: verso l’inclusione e la diversità aziendale.

L’evento si terrà su Microsoft Teams il 12 novembre dalle ore 9 alle ore 10.

SIP OF ART, il webinar organizzato da Promimpresa, prende ispirazione dalla storia di uno dei monumenti più iconici dell’arte italiana e internazionale: la Cappella Palatina di Palermo, considerata capolavoro di inclusione.

Sarà proprio la meraviglia normanno-bizantina a fare da sfondo al webinar dedicato ai benefici e alle sfide dell’inclusione in azienda, con un focus particolare sul gender gap e sull’iniziativa di CONFAPI Sicilia6Libera, Osservatorio digitale contro la violenza sulle donne nei luoghi di lavoro.

Gli obiettivi di “SIP OF ART” | 4 Weeks 4 Inclusion

Questo webinar permetterà ai relatori e ai partecipanti di confrontarsi sui benefici e sulle sfide relative all’inclusione nei team aziendali.

Un’opportunità di condivisione riguardo agli strumenti atti ad incentivare e a gestire le diversità all’interno dei team di lavoro.

L’evento prevede inoltre uno scambio di buone pratiche e la condivisione di strumenti e raccomandazioni verso le Politiche aziendali di inclusione e diversità.

Promuovere l’inclusione valorizzando le diversità contribuisce alla crescita aziendale, delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori, della comunità e favorisce uno sviluppo sostenibile.

Ti lasceremo con la voglia di cambiare e con gli strumenti per farlo.

Presentazione libro “La guerra dei rossi”

Venerdì 05 Novembre p.v. alle ore 17.00 l’avv. Gian Ettore Gassani presenterà, presso la Fondazione Sicilia a Villa Zito in via Libertà, 52 a Palermo, il suo ultimo libro: LA GUERRA DEI ROSSI.

Confapi Sicilia è tra i promotori dell’evento.

Vi aspettiamo.

Documento valutazione rischi di impresa: presto l’inserimento di un nuovo capitolo sulle molestie e violenze nei luoghi di lavoro!

Con la Legge n. 4 del 15 gennaio 2021 è stata ratificata la Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro.

In riferimento agli obblighi del datore di lavoro, l’art. 9 recita: “Ciascun Stato membro dovrà adottare leggi e regolamenti che richiedano ai datori di lavoro di intraprendere misure adeguate e proporzionate al rispettivo livello di controllo in materia di prevenzione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro, ivi comprese la violenza e le molestie di genere, e in particolare, nella misura in cui sia ragionevolmente fattibile, attraverso quanto segue:

(…)

  1. l’inclusione della violenza e delle molestie, come pure dei rischi psicosociali correlati, nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro;
  2. l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi relativi alla violenza e alle molestie, con la partecipazione dei lavoratori e dei rispettivi rappresentanti, e l’adozione di misure per prevenirli e tenerli sotto controllo;
  3. l’erogazione di informazioni e formazione ai lavoratori (…) in merito ai pericoli e ai rischi identificati di violenza e di molestie e alle relative misure di prevenzione e di protezione (…).”

Quando la Convenzione entrerà in vigore, ovvero entro 12 mesi dalla data di registrazione delle ratifiche di due Stati Membri, secondo quanto previsto dall’art. 14, il rischio da violenza e molestie anche di genere dovrà avere un suo capitolo all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi e dovranno essere indicate le idonee misure di prevenzione e protezione da tale rischio.

La violenza e le molestie, anche di genere, sul luogo di lavoro diventeranno un rischio che deve essere dapprima identificato e valutato e contro cui debbono poi essere previste misure di prevenzione e protezione, compresi gli interventi di formazione.

Tutto ciò implica che l’azienda e il suo Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) dovranno trattare il rischio di violenza e molestie anche di genere esattamente come ogni altro rischio connesso all’ambiente di lavoro e gestirlo, prevedendo le adeguate tutele e anche l’informazione e la formazione in materia. La mancata valutazione di esso comporterà le sanzioni già oggi previste in generale per l’incompletezza del DVR dall’art. 55 del D.Lgs. 81/2008. Parimenti, la non ottemperanza agli obblighi di formazione del personale soggiacerà alle pene stabilite dalla disposizione appena citata.

Resta aperto il tema delle conseguenze sanzionatorie per il datore di lavoro nel caso in cui la violenza e le molestie avvengano sul luogo di lavoro; di sicuro possiamo dire che la previsione del rischio nel DVR, la formazione e la predisposizione di misure di prevenzione e di protezione saranno le condizioni migliori per evitare la responsabilità quale posizione di garanzia.

La Convenzione all’art. 10, infatti, prevede che ogni Stato Membro dovrà adottare misure adeguate tra cui “introdurre sanzioni, se del caso, nei casi di violenza e di molestie nel mondo del lavoro” e anche garantire che “gli ispettorati del lavoro e le altre autorità competenti, a seconda dei casi, siano abilitati a trattare la violenza e le molestie nel mondo del lavoro, in particolare, ordinando l’adozione di misure immediatamente esecutive o l’interruzione dell’attività lavorativa nei casi di pericolo imminente per la vita, la salute e la sicurezza (…)”.

Come noto, l’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 prevede che il Modello di organizzazione e gestione idoneo ad avere efficacia esimente della responsabilità amministrativa delle società e degli enti deve assicurare, tra gli altri adempimenti, le attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti.

Così come per il datore di lavoro persona fisica, ai sensi del noto art. 16 del D.Lgs. 81/2008, l’obbligo di vigilanza che residua in capo al medesimo, anche dopo aver delegato la propria funzione, può essere assolto attraverso la efficace attuazione del Modello di cui all’art. 30 sopra citato.

Infine come, giustamente, evidenziato nell’articolo sopra sintetizzato: “Violenza e molestie sui luoghi di lavoro diventano rischi da valutare e prevenire nel sistema di salute e sicurezza sul lavoro” degli avvocati Mariagrazia Pellerino e Ilaria Tolio: “Un interessante spazio di elaborazione giuridica e di attività di vigilanza si apre a fronte di una normativa sempre più attenta alla qualità dei luoghi di lavoro, anche in epoca di smart working.”