Contro le violenze e le molestie di genere sul lavoro, la realizzazione di Gerardo Sacco

Contro le violenze e le molestie di genere sul lavoro Gerardo Sacco ha realizzato, in tiratura limitata questo bracciale in argento 925 millesimi: nella parte centrale la raffigurazione di Ipazia di Alessandria: scienziata Greca. È stata la più celebre matematica, astronoma e filosofa dell’antichità. Socrate Scolastico scrive che per la sua straordinaria saggezza tutti la rispettavano profondamente e provavano verso di lei un timore reverenziale. Ipazia era amata dal popolo poiché non fu mai gelosa del proprio sapere, ma sempre disposta a condividerlo con gli altri, e al contempo era rispettata da molte autorità cittadine. Nonostante le sue brillanti e indiscusse doti, fu uccisa 8 marzo dell’anno 415 (circa 1600 anni fa) da un gruppo di fanatici: non accettavano che una donna potesse tenere testa agli uomini, senza sottomettersi al potere maschile!
Fu dilaniata con cocci aguzzi. Mentre ancora respirava le furono cavati gli occhi. Poi i resti del suo corpo smembrato vennero dati alle fiamme. Cosa avesse fatto per attirare su di sé la sadica violenza collettiva maschile che la uccise, non lo sappiamo quasi più. Sappiamo meglio di cosa certamente era incolpevole: della sua intelligenza e del suo sapere.
Il bracciale unisex, creato per celebrare la libertà delle donne di esprimere il loro sapere e la loro intelligenza senza diventare vittime di abusi e violenze, figli di una cultura patriarcale e sessista, da un lato ha inciso il logo e la frase “6 libera- non hai colpa”, dall’altro la firma del maestro Gerardo Sacco accompagnata da un “ricamo” gentile di mimosa che nel linguaggio dei fiori, indica forza e femminilità.

Intervento di Carolina Varchi al Parlamento in dichiarazione di voto sulle mozioni concernenti iniziative per l’eliminazione della violenza contro le donne

Intervento di Carolina Varchi, membro del Comitato scientifico ricerca su eliminazione molestie e violenze sui luoghi di lavoro 6Libera, in dichiarazione di voto sulle mozioni concernenti iniziative per l’eliminazione della violenza contro le donne. Per prevenire il fenomeno della violenza contro le donne bisogna partire dal fattore culturale, con un’educazione scolastica mirata agli adulti di domani: bisogna insegnare il valore del rispetto e della libertà.

Di seguito è possibile visionare l’intero intervento.

Eliminazione delle violenze contro le donne sul lavoro: Progetti di ricerca, sinergie e riconoscimenti agli imprenditori etici. Montecitorio, 23 Novembre 2022

Ieri, 23 novembre 2022, alla sala del Cenacolo Complesso di Vicolo Valdina della Camera dei Deputati, l’Associazione contro le molestie e violenze sul lavoro 6Libera.6come6 ha presentato i lavori e le iniziative correlate al primo Osservatorio Europeo dedicato: www.6libera.org.

Apre i lavori l’On. Carolina Varchi, Capo Gruppo della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati del Parlamento italiano evidenziando la necessità di confrontarsi con il mondo delle imprese, avvocati e magistrati specializzati per garantire maggior tutela e protezione alle donne vittime e lavorare insieme per affermare una cultura aziendale libera da discriminazioni, abusi, molestie e violenze.

Il Presidente dell’Associazione, Avv. Dhebora Mirabelli, presenta l’Osservatorio e le iniziative in corso. Tra queste, grazie al prezioso supporto della criminologa D.ssa Maria Pia Giulia Turiello, è stato pianificato lo  studio di fattibilità finalizzato a promuovere interventi innovativi e sperimentali di implementazione e attuazione della Convenzione ILO n.190 e la Raccomandazione n.206 sull’eliminazione delel molestie e violenze nei luoghi di lavoro, ratificate in Italia con la legge n.4 del 15 gennaio 2021.

In tale occasione è stato presentato ai partecipanti il Comitato Scientifico di coordinamento della ricerca, composto da giuristi, imprenditori, esperti di relazioni sindacali, medici del lavoro e  già dirigenti ONU: Giudice Valerio de Gioia; Avv. Massimo Rossi, Avv. Francesco Mazza, Criminologa Antonella Formicola, Avv. Massimo Oreste Finotto, On. Carolina Varchi, Prof. Sandro Calvani, Presidente Società Italiana Medicina del Lavoro Giovanna Spatari, Imprenditore Pierantonio Invernizzi, Imprenditrice Giulia Giuffré, Esperta relazioni sindacali Elisabetta Fugazza.

Ad esso sarà affiancato il lavoro di sei esperti per la promozione e diffusione della ricerca presso le aziende italiane: dott. Carmelo Aristia, d.ssa Anna Sciortino, d.ssa Laura Piccolo, dott. Jonathan Morello Ritter, on. Giuseppe Catania, d.ssa Rosellina Amoroso.

L’occasione costituisce il lancio di un’opera altamente simbolica “una manetta libera”, che normalmente è usata per impedire che i criminali sfuggano, ma che in questo caso, aprendosi, rappresenta la libertà e la presenza di “vie d’uscita” dalle violenze e le molestie. L’opera è stata realizzata dal Maestro Orafo Gerardo Sacco per il progetto 6libera: un bracciale unisex in argento 925 millesimi che racconta la storia della prima scienziata, Ipazia d’Alessandria, nata l’8 marzo dell’anno 415 (circa 1600 anni fa) ed uccisa dalla violenza collettiva maschile incolpandola della propria intelligenza e del proprio sapere. Il Maestro orafo le da omaggio attraverso un gentile ricamo di mimosa, che indica forza e femminilità nel linguaggio dei fiori, e la frase “non hai colpa” incisa laterarmente insieme alla sua firma dell’artista e al logo dell’Osservatorio contro molestie e violenze sul lavoro, 6Libera. Al centro, la rappresentazione del volto di Ipazia d’Alessandria. Il simbolo di libertà da molestie e violenze contro le lavoratrici costituisce un gioiello di edizione limitata, il cui ricavato è interamente decoluto alla causa.

Nel corso della giornata di confronto e dibattitto sono intervenuti: il Presidente Nazionale della Confederazione della piccola e media industria nazionale (Confapi), Cristian Camisa, che non solo ha elogiato la nobile iniziativa ma ha anche assunto un impegno per promuovere salute e sicurezza nelle PMI associate, attenzionando il tema delle donne a rischio di molestie, abusi e violenze nei luoghi di lavoro e fornendo supporto alla ricerca e alle iniziative promosse dall’Associazione 6libera.6come6; il Presidente dell’Osservatorio violenza e suicidio, Stefano Callipo, che ha fornito dati e analisi qualitative sui suicidi di lavoratrici oggetto di molestie e violenza sul lavoro per la percezione di una mancanza di “via d’uscita”. Infine, a dare respiro internazionale alla giornata, è stata la d.ssa Flavia Mariani, referente di Nove Onlus e del progetto “Oltre l’Accoglienza” volto a favorire l’inserimento socio-lavorativo delle donne afghane infuga dal regime repressivo talebano.

A chiudere gli interventi una toccante testimonianza della nota autrice e conduttrice Rai, Metis di Meo, testimonial di 6libera e rappresentante del settore cinema-televisivo, che da sempre promuove, anche presso il Parlamento europeo, la lotta alle discriminazioni nel mondo del lavoro a danno delle donne.

Ed è proprio Metis di Meo a premiare i cinque “Imprenditori amici delle donne lavoratrici 2022” di 6Libera: Rosario Rasizza, in qualità di AD di Openjobmetis; Rosario Alescio, fondatore Logos; Tiziana Serretta, Ceo Tiziana Serretta Srls; Riccardo Damiano, CEO Damiano Organic e fondatore della Fondazione Damiano e Giulia Giuffè, Sustainability Ambassador del Gruppo Irritec.

Gli imprenditori simbolo della lotta alla violenza e molestie sul lavoro hanno ricevuto l’opera della regina della pop art italiana, Daniela Forcella, “Mollami l’anima”: una molla di materasso con sopra un cuore di resina a simboleggiare lo slancio verso la libertà da abusi, offese e lesioni della dignità della donna lavoratrice. L’opera è stata donata dall’Associazione di promozione culturale Spirituality in The Material.

I lavori si concludono con la consegna di tre “targhe” per riconoscimento e stima relativi l’impegno alla causa e all’Associazione, consegnate a: Sergio Mazzuca della Gioielleria Scintille Montesano di Cosenza per la realizzazione di ciondoli in argento con volto di donna 6Libera con ricavato destinato ad interventi di contrasto alal violenza sulle donne; al Maestro Orafo Gerardo Sacco per la creazione del bracciale “Ipaziax6Libera – Non hai colpa!” e, infine al Segretario regionale CISL Sicilia, Rosanna Laplaca per l’impegno e l’ideazione di azioni di sensibilizzazione e formazione nei luoghi di lavoro.

Molestata da un collega sul lavoro. Il tribunale condanna l’ente locale a risarcirla

Una dipendente di un Ente locale è stata molestata da un collega sul luogo di lavoro a Rimini. Il giudice del Tribunale del lavoro ha accolto il ricorso presentato dalla consigliera di Parità della Provincia di Rimini che aveva preso in carico il caso. Il Tribunale ha condannato l’Ente al risarcimento della somma di 15mila euro alla lavoratrice, vittima di molestie sessuali ad opera di un collega nel luogo di lavoro.

La Presidente di Confapi Sicilia Donne presente all’incontro con le associazioni e il Comune sulle azioni e le iniziative contro le violenze sulle donne

In questa mattinata Tiziana Serretta, Presidente di Confapi Sicilia Donne, è stata presente alla conferenza stampa del Comune di Palermo dedicata alle iniziative delle associazioni impegnate contro la VIOLENZA sulle donne, organizzata da Emilio Corrao con il vicesindaco Carolina Varchi al Palazzo delle Aquile, in veste di rappresentante di 6Libera e di Spirituality in the material / TS World.

Un momento di confronto e un’occasione per raccontarsi e raccordarsi per fare di Palermo una città amica delle donne e capoluogo di lotta alla violenza di genere. Un momento infine per condividere il flash mob organizzato nel luogo simbolo vicino dove si consumò la strage di via d’Amelio e inaugurare la prima fermata di autobus rossa per celebrare la giornata mondiale contro la VIOLENZA sulle donne. Ricordiamo che nella strage di mafia oltre a giudice Paolo Borsellino perse la vita Emanuela Loi, prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio.

6libera.org quale primo Osservatorio europeo contro le molestie e violenze sul lavoro non poteva non supportare tale importante iniziativa.

Ancora orrori nella ginnastica italiana: “Sangue dal naso per gli schiaffi, ragazze tirate per i capelli”

Gli orrori che hanno sconvolto il mondo della ritmica si allargano ad un’altra disciplina. A raccontarlo tre ex ragazze di Serie A che per un periodo hanno condiviso la stessa palestra.

La nostra campionessa di artistica Vanessa Ferrari ha confessato di “non essere rimasto affatto sorpresa” da quanto sta venendo fuori e ha raccontato di aver vissuto sulla propria pelle i problemi alimentari, andando a 19 anni in una clinica a Verona per cercare di superarli, è solo la copertina di un altro libro degli orrori – quello della ginnastica artistica – di cui oggi Repubblica svela altre pagine, sotto forma di nuove agghiaccianti testimonianze da parte di tre ex atlete di Serie A, Laura Sirna, Virginia Scardanzan e una terza indicata come un nome di fantasia, Chiara.

L’Accademia di Desio, il cuore pulsante della ritmica italiana, la fabbrica dei nostri successi ma anche il luogo dove si consumavano le vessazioni, è stata dunque commissariata.

“Non Sei Sola”. Tuteliamo i diritti negati alle donne e ai minori

In data 26 novembre 2022, a Palermo, in Via Autonomia Siciliana 138 dalle ore 16.00 alle ore 18.00 si terrà un flash mob fotografico. Per partecipare, indossa un abito rosso o accessori rossi.

A seguire, alle ore 18.00 ci sarà l’inaugurazione e l’installazione presso il bar Gattopardo book coffee & food, in Via Autonomia Siciliana 120.

Per ulteriori informazioni, consulta la locandina.

Presentazione dell’Osservatorio Digitale europeo contro le molestie e le violenze sul lavoro

L’Osservatorio contro le molestie e violenze sui luoghi di lavoro 6Libera sarà presente il 23 novembre 2022 alle ore 10.00 nella Sala del Cenacolo. Durante l’evento saranno premiati gli Imprenditori amici delle donne lavoratrici.

Scopri di più consultando il programma:

Il Coni si scusa con le atlete che hanno sofferto. Sul caso delle Farfalle chi ha sbagliato pagherà!

“Da presidente del Coni mi devo scusare, ma devo anche invitare a non fare di tutta l’erba un fascio” prosegue precisando che in ogni caso “chi ha sbagliato, se qualcuno ha sbagliato, pagherà” precisa il presidente del Coni.

La ginnastica più di altri sport ha nella questione del peso, uno dei suoi aspetti cruciali. Un certo grado di rigore e di ‘durezza’ è inevitabile. Diverso è quando si passa la linea e dal rigore si sconfina nella violenza, nell’umiliazione, nella vessazione. In ogni caso “va capito se hanno sbagliato solo i singoli o se c’era un sistema che li ha indotti a sbagliare – spiega -. In questo secondo caso si potrebbe parlare di responsabilità oggettiva, di tutti, Coni compreso. Se invece ci trovassimo di fronte a tante situazioni autonome, sarebbe solo un problema dei singoli soggetti”.

In merito alla posizione di Emanuela Maccarino, la direttrice del centro federale dei Desio, che siede anche in giunta del Coni Malagò precisa che, “Emanuela è in assoluto l’allenatrice che ha vinto più titoli. È straordinaria dal punto di vista umano e professionale. Non credo ci siano motivi per mettere in discussione il suo ruolo in Giunta. Un conto è la struttura commissariata, un conto è il suo ruolo. Le attuali Farfalle sono legate in modo formidabile a Emanuela e non credo siano plagiate”.

In Finlandia sono state archiviate le denunce per le feste a Sanna Marin

Le denunce depositate in Finlandia contro la premier Sanna Marin per la sua partecipazione a diverse feste sono state archiviate. Secondo il cancelliere alla Giustizia, che in Finlandia si occupa di valutare la legalità delle azioni dei membri di governo, non c’è però “alcuna ragione di sospettare che Sanna Marin abbia condotto attività illegali o abbia avuto mancanze nelle sue funzioni ufficiali”. Il cancelliere alla Giustizia ha stimato che le denunce non hanno messo in luce alcuna violazione di “specifiche funzioni ufficiali”, per cui si tratta di denunce improcedibili non avendo alcun “legame giuridico pertinente con l’azione ufficiale di un ministro”. Per quanto riguarda, invece, il giudizio sugli aspetti morali e sociali della vicenda, non si tratta di questione di giustizia ma di “prerogativa del Parlamento”.