Costruiamo una cultura di prevenzione
Al centro del Progetto SAFE – Sensibilizzazione, Assistenza, Formazione, Empowerment per un lavoro senza violenza, promosso dall’associazione 6libera.6come6 APS-ETS, finanziato nell’ambito del progetto NORA Against GBV, promosso da Fondazione Realizza il Cambiamento e ActionAid International Italia ETS, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma CERV – DAPHNE, c’è la ferma convinzione che la consapevolezza sia lo strumento più potente per forgiare ambienti di lavoro sicuri e inclusivi. Questo pilastro è il motore delle nostre iniziative, progettate per informare, educare e innescare un cambiamento culturale positivo nella società e nel mondo del lavoro.
La nostra missione è chiara: promuovere una cultura della prevenzione. Per raggiungere questo obiettivo ambizioso, agiamo su diversi fronti strategici e interconnessi
Indagini approfondite: conoscere per agire
La base delle nostre azioni è una solida comprensione del fenomeno. Per questo realizziamo indagini mirate a raccogliere dati e identificare le esigenze specifiche:
- Indagine generale presso le PMI: un’analisi ad ampio raggio rivolta a tutti i lavoratori delle piccole e medie imprese per mappare le percezioni e le esperienze legate a sicurezza e benessere sul luogo di lavoro. Lavori all’interno di una PMI? Vuoi compilare il questionario? Clicca qui.
- Indagine per imprenditrici: un’analisi approfondita sulle esperienze e le sfide che le donne imprenditrici affrontano, spesso invisibili e poco indagate, per far emergere esigenze e opportunità di supporto. Sei un’imprenditrice e vuoi dare il tuo contributo? La tua opinione conta. Compila il questionario, clicca qui.
Queste indagini sono fondamentali per costruire strategie basate su evidenze concrete e per comprendere le specificità dei diversi contesti.
Il report intitolato “Oltre il successo: le discriminazioni invisibili delle donne al vertice” presenta un’approfondita analisi delle risposte raccolte attraverso un questionario mirato e specificamente rivolto a imprenditrici e manager donne. L’obiettivo principale di questo studio è quello di comprendere a fondo la reale diffusione, le molteplici forme e i complessi impatti legati a discriminazioni, pregiudizi e molestie nei contesti lavorativi di alto livello, nonché di individuare le soluzioni e gli strumenti di prevenzione ritenuti più utili ed efficaci dalle dirette interessate.
Il questionario, dedicato specificamente alla categoria delle “Imprenditrici Donne”, è stato capillarmente diffuso attraverso la vasta rete territoriale di Confapi Donne, riuscendo così a coinvolgere attivamente una pluralità di imprenditrici, dirigenti e manager provenienti da tutta Italia e operanti in molteplici settori produttivi.
In quest’ottica, l’obiettivo primario della ricerca è analizzare in profondità i seguenti aspetti cruciali:
- la reale percezione delle discriminazioni, dei bias di genere e dei comportamenti svalutanti subiti quotidianamente dalle donne che ricoprono ruoli apicali, quali imprenditrici e dirigenti;
- le radici culturali, le origini sistemiche e le forme più frequenti in cui tali discriminazioni si manifestano, dagli ostacoli più evidenti a quelli più sottili e invisibili;
- le profonde ricadute e gli effetti, sia a livello del benessere personale, sia sul piano strettamente professionale e organizzativo, che derivano da tali dinamiche;
- le best practice, le proposte operative e gli strumenti pratici ritenuti più idonei ed efficaci per tutelare le lavoratrici, abbattere il divario e promuovere una reale parità.
Per tracciare questo quadro, il questionario ha raccolto informazioni dettagliate sul profilo sociodemografico delle rispondenti, sulle caratteristiche strutturali delle loro imprese, sulle specifiche esperienze di discriminazione vissute, nonché sulle fonti, gli effetti e i suggerimenti proposti per arginare il fenomeno. Tutte le analisi sono state rigorosamente svolte su dati elaborati in forma completamente anonima. Questo documento conclusivo si propone, dunque, di restituire in modo organico e trasparente i preziosi risultati dell’indagine condotta tra imprenditrici e manager, offrendo a stakeholder, aziende e istituzioni un quadro aggiornato, lucido e altamente realistico sull’effettivo stato della parità di genere all’interno delle PMI italiane, tracciando al contempo la rotta per gli interventi futuri.
Il report “La Misura del Rispetto” rileva i dati emersi durante il primo bimestre di analisi e costituisce una fotografia iniziale del fenomeno all’interno delle piccole e medie imprese italiane, con l’obiettivo di misurare con chiarezza, comprendere le dinamiche e prevenire la diffusione di molestie e discriminazioni, offrendo alle aziende strumenti concreti per il contrasto.
L’indagine è stata realizzata da 6LIBERA – Osservatorio Digitale contro le Molestie e le Violenze sul Lavoro, coinvolgendo le lavoratrici e i lavoratori delle piccole e medie imprese italiane.
La Confapi (Confederazione della Piccola e Media Industria Italiana) è partner fondamentale del progetto europeo SAFE, promosso da 6LIBERA in collaborazione con ActionAid e Fondazione Realizza il Cambiamento. La costruzione di ambienti di lavoro sicuri e rispettosi rappresenta non solo una responsabilità etica, ma un investimento strategico per la crescita delle imprese. Rafforzare i codici di condotta e promuovere una cultura di tolleranza zero sono passi indispensabili per tutelare la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori e per consolidare il ruolo delle PMI come motore sociale ed economico del Paese. L’obiettivo è analizzare in profondità:
- la presenza effettiva e la percezione degli episodi di discriminazione, molestie e mancanza di rispetto sul posto di lavoro;
- le origini e le forme di tali comportamenti, indagando in particolar modo la loro provenienza da figure interne o esterne all’organizzazione;
- gli effetti e le conseguenze sulla sfera umana (come ansia, stress e calo dell’autostima) e su quella organizzativa (come il calo della produttività e le dimissioni);
- le richieste e gli strumenti ritenuti più utili dai lavoratori, quali canali di segnalazione anonimi, supporto psicologico e adozione di sistemi certificati per garantire trasparenza e tutela.
Il questionario ha raccolto informazioni sulle esperienze dirette o osservate, sul livello di conoscenza delle procedure aziendali, sulle motivazioni della mancata denuncia (come la forte paura di ritorsioni) e sugli impatti del fenomeno. I dati presentati costituiscono una fotografia iniziale basata sul primo bimestre di rilevazione. Questo documento si propone, dunque, di restituire i risultati della ricerca, offrendo un quadro chiaro, aggiornato e preoccupante della condizione di rispetto, sicurezza e tutela nelle piccole e medie imprese italiane.
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Indagine “Oltre il successo”
Infografiche “Oltre il successo”
Indagine “La misura del rispetto”
Infografiche “La misura del successo”
Indagine sulla trasparenza salariale e gender pay gap
Il documento “Trasparenza Salariale e Gender Pay Gap” presenta un’analisi mirata, realizzata dall’Osservatorio 6LIBERA.ORG in stretta collaborazione con Assosomm e la rete CONFAPID. Lo studio nasce per valutare l’effettivo posizionamento e il grado di preparazione delle aziende italiane rispetto ai nuovi, stringenti obblighi introdotti dalla Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva.
L’obiettivo principale è mappare in profondità la capacità delle organizzazioni di andare oltre il semplice adempimento formale, trasformando l’obbligo normativo in un concreto vantaggio strategico e competitivo. La trasparenza salariale non è più considerata solo un principio di correttezza, ma una leva fondamentale per attrarre e trattenere i migliori talenti, rafforzare l’employer branding e garantire una sostanziale equità retributiva tra uomini e donne per lavori di pari valore.
Attraverso le 14 domande del questionario strategico “Gender Pay Gap: la tua Azienda è pronta per la Direttiva UE sulla Trasparenza Salariale?“, l’indagine si propone di analizzare in profondità i seguenti ambiti cruciali:
- Governance e attrattività: il livello di integrazione dei principi di Diversity, Equity & Inclusion (DE&I) nelle strategie aziendali e il posizionamento delle imprese rispetto all’ottenimento della Certificazione della Parità di Genere.
- Selezione del personale ed equità: l’adeguamento dei processi di recruiting ai nuovi standard, verificando pratiche come l’indicazione della fascia retributiva negli annunci, il divieto di richiedere la retribuzione storica ai candidati e l’adozione di criteri oggettivi e condivisi per gli avanzamenti di carriera.
- Data analytics e risk mitigation: la presenza di sistemi strutturati per misurare e monitorare periodicamente il divario retributivo, verificando in particolar modo la capacità delle aziende di valutare la propria esposizione rispetto alla soglia critica del 5% fissata dall’Europa.
- Cultura organizzativa e rischi legali: il grado di trasparenza interna, l’efficacia dei percorsi di formazione per aiutare i manager a riconoscere i pregiudizi inconsci (unconscious bias) e la consapevolezza dei nuovi rischi giuridici e reputazionali (inclusa l’inversione dell’onere della prova e la potenziale esclusione da appalti pubblici e finanziamenti).
L’indagine non si limita a misurare la semplice conoscenza della norma, ma verifica se l’azienda possiede concretamente i processi, i dati e i sistemi di monitoraggio necessari per affrontare questa profonda trasformazione culturale e organizzativa.
Sei un HR manager, un imprenditore o ti occupi di governance aziendale? Vuoi scoprire se la tua azienda è davvero pronta per i nuovi standard europei e se è in grado di governare e misurare questi processi in modo sistematico? Compila il questionario, clicca qui.
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Indagine “Trasparenza salariale e Gender Pay Gap”
Infografiche sulla “Trasparenza salariale e Gender Pay Gap”

I dati di questa indagine ci consegnano un quadro onesto e prezioso: le PMI italiane hanno capito che il cambiamento è necessario, ma mancano ancora degli strumenti concreti per governarlo. Come Assosomm, siamo convinti che le agenzie per il lavoro abbiano un ruolo strategico in questa transizione: siamo il punto di contatto tra le imprese e il mercato del lavoro, e questo ci chiama a una responsabilità diretta nella diffusione di pratiche retributive trasparenti ed eque. Il 64,4% delle aziende che si dichiara interessato alla Certificazione della Parità di Genere è un segnale incoraggiante: c’è volontà di fare. Ora serve supporto concreto per tradurla in azione.
Rosario Rasizza
Presidente ASSOSOMM
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I risultati dell’indagine confermano una crescente attenzione verso i temi della trasparenza retributiva e della parità di genere. Come Presidente di CONFAPID considero fondamentale accompagnare le imprese in un percorso che valorizzi competenze, merito e responsabilità. Strumenti come la Certificazione della Parità di Genere e le nuove norme sulla trasparenza salariale rappresentano un’opportunità concreta per promuovere organizzazioni più eque, attrattive e competitive, nel rispetto delle specificità delle PMI.
Brigitte Sardo
Presidente CONFAPID

Indagine “PMI: Ready to go”
Il documento “PMI READY TO GO: Più Equal Pay, più competitività” presenta il piano strategico in 10 proposte elaborato da 6Libera e da Dhebora Mirabelli, Vice Presidente ConfapiD e Delegata Confapi per la Parità. Questo documento costituisce una vera e propria roadmap di iniziative, strumenti operativi e progettualità mirate, pensata affinché Confapi possa accompagnare attivamente le Piccole e Medie Imprese nell’applicazione della Direttiva UE 2023/970.
L’obiettivo centrale non è limitarsi alla gestione del mero adempimento normativo, ma realizzare un progetto di ampio respiro per favorire la competitività aziendale, la valorizzazione del talento e la concreta riduzione del Gender Pay Gap nel tessuto produttivo italiano. La vera sfida proposta dal piano è, infatti, quella di trasformare la parità retributiva da un obbligo di legge a una potente leva di sviluppo organizzativo.
Per supportare le organizzazioni in questo complesso percorso di cambiamento, il piano “PMI READY TO GO” si articola in dieci proposte chiave che mirano a fornire soluzioni pratiche, dati misurabili e supporto qualificato:
- Strumenti di misurazione e Benchmark: la creazione di un “Osservatorio Retribuzioni PMI” per fornire un benchmark nazionale e consentire alle aziende di confrontare il proprio posizionamento retributivo; l’implementazione del “Pay Check PMI“, uno strumento digitale che, in pochi clic, calcola il divario retributivo e fornisce alert e indicatori di rischio; e il “Check-Up PMI Ready 2026”, un’autovalutazione nazionale gratuita di 10 minuti per aiutare l’impresa a comprendere immediatamente da dove partire
- Inquadramento e valorizzazione dei dati: la realizzazione di una “Guida alle Carriere nei CCNL Confapi” per tradurre le rigidità contrattuali in percorsi professionali chiari, meritocratici e trasparenti, unita al “Confapi Gender Data Lab”, un laboratorio permanente capace di trasformare i dati su occupazione e carriere in politiche a supporto delle imprese.
- Formazione e consulenza specializzata: la promozione della “Formazione finanziata FAPI” per fornire competenze su bias inconsci, leadership inclusiva e gestione meritocratica, affiancata dal “Confapi Gender Provider”, un vero e proprio elenco nazionale qualificato di professionisti, enti certificatori e consulenti HR selezionati per affiancare le PMI.
- Confronto istituzionale e internazionale: l’istituzione di un “Tavolo Permanente sulla Trasparenza Salariale” come luogo stabile di confronto tra imprese, esperti e stakeholder istituzionali, abbinato al programma “PMI Exchange Europa”, per favorire gemellaggi, study visit e scambi di buone pratiche con le aziende europee più virtuose.
- Monitoraggio continuo: la pubblicazione di un “Report annuale Confapi” dedicato al Gender Pay Gap e alla Trasparenza Salariale nelle PMI, per monitorare costantemente i trend, misurare il cambiamento e valorizzare le migliori pratiche delle imprese associate.
Sei un HR manager, un imprenditore o ti occupi di governance aziendale? Vuoi scoprire nel dettaglio le dieci proposte del piano Confapi per trasformare i nuovi obblighi europei in un reale vantaggio competitivo per la tua organizzazione? Leggi il documento completo e preparati al cambiamento.
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Sfoglia “PMI Ready to go: più Equal pay, più competitività”
Campagne di comunicazione strategiche: messaggi che innescano il cambiamento

Per tradurre la consapevolezza in azione, sviluppiamo campagne di comunicazione multi-target, mirate e d’impatto:
- Campagna social per le PMI: strumenti e informazioni pratiche per imprenditori e manager, incoraggiando l’adozione di politiche di tolleranza zero, fornendo guide accessibili e promuovendo i vantaggi di un clima aziendale positivo e inclusivo. L’obiettivo è anche promuovere l’adesione a reti certificate come “Women’s Safe Respect Certified”
- Campagna social per i lavoratori (uomini e donne): informazioni sui diritti, sui rischi di molestie e discriminazioni e sui canali di segnalazione. Vogliamo aumentare la consapevolezza, incoraggiare la denuncia e promuovere una cultura del rispetto reciproco e dell’intervento attivo contro i comportamenti scorretti. Sei un lavoratore e vuoi compilare il questionario?
- Campagna social per donne a rischio o vittime di violenza e molestie sul lavoro: un supporto dedicato a chi è più vulnerabile. Offriamo informazioni specifiche per riconoscere e affrontare situazioni di rischio, diffondiamo la conoscenza di strumenti come sportelli di ascolto e hub aziendali contro la violenza, incentivando l’empowerment e la solidarietà femminile.
Newsletter interna SAFE – Informare, connettere, sensibilizzare
La newsletter bimestrale SAFE – Sensibilizzazione, Assistenza, Formazione, Empowerment per un lavoro senza violenza è uno strumento di informazione e sensibilizzazione continua rivolto a imprese, lavoratrici e lavoratori coinvolti nel progetto.
Attraverso un linguaggio accessibile e contenuti aggiornati, la newsletter promuove una cultura del rispetto e dell’uguaglianza nei luoghi di lavoro, fornendo strumenti utili per riconoscere, prevenire e contrastare molestie e violenze.
Cosa contiene:
- focus tematici su molestie, violenza economica e digitale;
- spunti di approfondimento normativo e strumenti operativi.
Obiettivo: trasformare la comunicazione interna in un mezzo di rafforzamento delle competenze dei lavoratori sul tema.
Eventi e confronto: costruire soluzioni insieme
Crediamo nel potere del dialogo e della condivisione per co-creare un futuro più sicuro:
- Evento nazionale con presentazione del progetto SAFE Sezione 3 – Educare per non dimenticare: Il coraggio di chi resta e il dovere di chi sostiene – nell’ambito dell’iniziativa “La cultura del rispetto, l’arte come strumento per combattere le discriminazioni” organizzato dal Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Torino. A Corso Pastregno, 51, a Collegno, il 17 novembre 2025 dalle ore 10.00 alle 13.15.
Per consultare il programma clicca qui. - Evento nazionale di scambio buone pratiche: un’occasione unica per riunire esperti, aziende e stakeholder per condividere esperienze di successo, imparare dalle migliori strategie e stimolare l’innovazione nella prevenzione. L’evento si terrà il 20 Novembre a Villa Rendano (Cosenza) dalle ore 17.00 alle ore 19.00. Per consultare il programma, clicca qui.
Video di riepilogo dell’evento, guarda qui. - Assemblea Nazionale di Confapi: un’occasione per presentare nel dettaglio i risultati raggiunti da SAFE.
700 PMI coinvolte nelle attività di sensibilizzazione e diffusione;oltre 1.000 lavoratrici e lavoratori formati e coinvolti;30 appuntamenti formativi e informativi dedicati ai temi della salute e sicurezza, delle tutele, delle molestie nei luoghi di lavoro, della violenza digitale e della violenza economica;
6 incontri territoriali per favorire il confronto tra imprese, istituzioni e stakeholder e promuovere la costruzione di reti di supporto;
attivazione di reti territoriali per rafforzare la presa in carico e la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti;20 donne assistite attraverso il servizio di supporto legale;18 donne supportate con consulenze in materia di tutele e diritti sindacali.Guarda il video dell’intervento della Vice Presidente Dhebora Mirabelli, clicca qui.
- 6 tavoli di confronto con i partner del progetto: un dialogo costante e strutturato con attori chiave per analizzare in profondità i fabbisogni delle PMI, ascoltare le loro sfide e sviluppare soluzioni condivise. Per consultare il calendario degli incontri, clicca qui.

























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