“Aziende oltre la compliance”: Fortune Italia riconosce l’impatto del Progetto Safe sulla cultura d’impresa italiana

Prevenire le molestie e la violenza sul lavoro non è solo un obbligo normativo, ma un vero e proprio vantaggio competitivo. È questo il cuore dell’approfondimento a firma di Francesca Benincasa dedicato al Progetto Safe – Per un lavoro senza violenza, promosso dalla nostra Associazione 6libera.6come6 con il supporto di ActionAid Italia e Fondazione Realizza il Cambiamento.
L’articolo evidenzia una realtà allarmante: secondo l’Istat, oltre 2,3 milioni di persone in Italia (l’81,6% donne) hanno subito molestie sul lavoro. Il dato che colpisce di più le imprese è la mancanza di denunce, che genera sfiducia, impatta su turnover e produttività e ostacola l’attrazione di nuovi talenti. Come confermano gli studi OCSE e ILO, gli ambienti di lavoro ostili possono costare tra l’1% e il 3% del fatturato.
In questo contesto, in anticipo rispetto al Decreto Sicurezza 2025, un gruppo di otto aziende ha deciso di mettersi in gioco sperimentando il modello Safe. Si tratta di: Argotec Srl, Caffè Moak SpA, Damiano Organic SpA, Vivai Mirabelli Snc, Sargomma Srl, Gruppo Irritec SpA, Itinera Srl e Sosvi – Impresa sociale solidarietà e sviluppo. Queste realtà stanno integrando formazione continua, strumenti organizzativi verificabili, canali di segnalazione anonimi ed esterni, supporto legale e sindacale e monitoraggio del clima interno. L’obiettivo è affrontare anche le forme di violenza più sottili: da quella economica alle molestie digitali, fino all’esclusione dai processi decisionali.
I primi risultati dimostrano chiaramente che la sicurezza psicologica è il nuovo standard competitivo: aumenta la fiducia, riduce i conflitti e migliora la retention. Come sottolinea Dhebora Mirabelli, responsabile del progetto Safe: “Anticipare la legge significa proteggere le persone prima di ogni obbligo, trasformando la prevenzione in cultura d’impresa”.
Intorno all’iniziativa si è consolidata una forte rete di partner, tra cui diverse sezioni territoriali di Confapi (Sicilia, Calabria, Cuneo, Toscana), Confapi Donne, Confapi Sanità, Fondazione Censis, Assosomm e il Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Torino. Il traguardo finale del Progetto Safe è ambizioso: creare la prima rete nazionale di PMI contro le molestie sul lavoro, affiancata da un percorso di certificazione dedicato (Women’s Safe – Respect Certified). I risultati di questa sperimentazione confluiranno presto in un White Paper per i decisori pubblici e in un Vademecum operativo, affinché queste best practice possano essere replicate da tante altre realtà del tessuto produttivo italiano.


